Speciale online 16:15
Renzi batte un colpo in Europa
Camera e Senato approvano il Documento di Economia e Finanza (Def) e il rinvio del pareggio di bilancio al 2016. Il piano di spesa del governo Renzi è stato quindi messo nero su bianco, garantendo così le coperture delle misure economiche annunciate. Ottenuto il via libera, il Consiglio dei ministri si riunirà già domattina per varare il decreto con l'annunciato taglio Irpef sui redditi più bassi. Nel primissimo pomeriggio il Senato, a maggioranza assoluta (170 sì, 87 no e 1 astenuto), aveva autorizzato il Governo a chiedere il rinvio del pareggio di bilancio al 2016. Leggi anche Lo Prete Draghi, un Mago di Oz nell’Europa che fa melina sul debito
19 AGO 20

Camera e Senato approvano il Documento di Economia e Finanza (Def) e il rinvio del pareggio di bilancio al 2016. Il piano di spesa del governo Renzi è stato quindi messo nero su bianco, garantendo così le coperture delle misure economiche annunciate. Ottenuto il via libera, il Consiglio dei ministri si riunirà già domattina per varare il decreto con l'annunciato taglio Irpef sui redditi più bassi.
Nel primissimo pomeriggio il Senato, a maggioranza assoluta (170 sì, 87 no e 1 astenuto), aveva autorizzato il Governo a chiedere il rinvio del pareggio di bilancio al 2016. Le motivazioni del ministro all'Economia, Pier Carlo Padoan, contenute nella lettera inviata ieri all'Ue, avevano infatti convinto l'Aula della necessità della richiesta in quanto "nonostante i segnali di ripresa dell’anno in corso, anche nel 2014 il gap rimarrà molto negativo, la ripresa economica ancora fragile e la situazione del mercato del lavoro rimane ancora difficile". La richiesta fatta dal Mef e criticata dall'opposizione è stata resa necessaria per Padoan dalla constatazione che "nel corso del 2014, la riduzione del saldo di bilancio strutturale sara' solo di 0,2 punti percentuali di Pil, in luogo della riduzione di 0,5 punti percentuali richiesta dal Patto di stabilita' e crescita per i paesi che si trovano ancora distanti dal proprio obiettivo di medio periodo". Un rallentamento che però verrà superato dal nostro paese e che "verrà compensato dall'impegno del Governo, a partire dal 2015, ad attuare un piano di rientro che permetta di raggiungerlo pienamente nel 2016".
A seguire è arrivato anche il sì della Camera, con 348 sì e 143 no, alla risoluzione di maggioranza sul Def, che chiedeva interventi decisi sul fisco, che portino a una "riduzione strutturale del cuneo fiscale e contributivo gravante sui lavoratori dipendenti e assimilate a più basso reddito, anche tenendo in considerazione i carichi familiari". Le deleghe fiscali, insieme alla riduzione del peso fiscale, dovranno mirare a ''una maggiore equità del sistema tributario, semplificazione degli adempimenti e sostegno alla crescita".
[**Video_box_2**]In attesa del Consiglio dei Ministri di domani intanto inizia il ballo delle cifre riguardo la detrazione Irpef presente nel decreto. La riduzione nel 2014 dovrebbe ammontare nel complesso a 6,7 miliardi. A beneficiarne per intero della maggiore detrazione saranno i contribuenti con un reddito lordo fino a 24- 25 mila euro. Per i redditi superiori a tale limite la detrazione decrescerà al crescere degli importi fino ad azzerarsi intorno a 35 mila euro. L'importo della maggiore detrazione per il 2014 sarà stabilito su base annua e poi ripartito su 8 mesi, a partire da maggio. Per gli incapienti ci sarà invece un bonus che sarà assegnato in due tranche. Il grosso delle coperture per il dl sugli sgravi Irpef arriverà, oltre che dai tagli e la riorganizzazione della pubblica amministrazione, da specifici interventi su sanità, difesa, riordino degli incentivi alle imprese e aumento dell'aliquota al 26% sulle rendite finanziarie.
Per quanto riguarda la sanità, tra le altre misure indicate nel decreto, oltre alla limitazione dei farmaci rimborsati inseriti in fascia A, è prevista la riduzione delle spese per l'acquisto di beni e servizi per le regioni autonome e le province di Trento e Bolzano (200 mln nel 2014 e per 500 mln a partire dal 2015).
Il settore difesa dovrà ridurre gli investimenti per almeno 200 milioni nel 2014 e per 900 milioni a partire dal 2015. Quanto alle imprese, è prevista una riduzione dei trasferimenti e del credito di imposta che, nella bozza di provvedimento consultata, deve essere ancora determinata. Confermato, poi, l'aumento al 26% dell'aliquota sulle rendite finanziarie. Anche la Presidenza del Consiglio concorre al raggiungimento degli obiettivi programmati, con un risparmio complessivo di 20 mln per il 2014 e di e di 24 mln a partire dal 2015. Per il resto, si interviene sulla razionalizzazione della spesa pubblica per l'acquisto di beni e servizi, sulle riduzioni di spesa per il personale della Pubblica amministrazione, sulla riorganizzazione della stessa e sulla riduzione dei costi degli apparati politico-istituzionali, con il concorso degli Enti territoriali.
Leggi anche Lo Prete Draghi, un Mago di Oz nell’Europa che fa melina sul debito